miércoles, 13 de marzo de 2013


Os anuncio un gran gozo:
Tenemos Papa:


El argentino Jorge Mario Bergoglio es el nuevo papa, Francisco I


el eminentísimo y reverendísimo Señor,
Don Jorge Mario,
Cardenal de la Santa Iglesia Romana,
que se ha impuesto el nombre de
Francisco 

Junto a Su Santidad Benedicto XVI,
prometemos al nuevo Vicario de Cristo
"reverencia y obediencia incondicional"

lunes, 11 de febrero de 2013





¡Te agradecemos de todo corazón, Santo Padre Benedicto XVI, tu servicio a la Santa Madre Iglesia! ¡Que el Espíritu Santo suscite un sucesor con tu misma fe, sabiduría y caridad!

martes, 22 de enero de 2013

Il fariseismo è il cancro della religione



Gesù davanti ai farisei (cfr. Lc 11, 37-45). Nostro Signore fa fronte ai farisei. Chi erano?
I farisei erano gli incaricati di custodire e di trasmettere la legge di Dio al Popolo di Israele. Erano quelli scelti da Dio stesso, allo scopo di insegnare la legge divina al Popolo di Dio, ma non avevano capito che la legge annunciava il Cristo, e che Cristo era il Figlio di Dio.
Credevano di essere gradevoli a Dio facendo dei riti esterni, ma dimenticando la misericordia, la bontà, la carità verso il prossimo. Erano religiosi, ma duri di cuore. I farisei furono a poco a poco lasciando cadere nel vuoto la Parola Divina, per scambiarla con parole umane; scambiavano la Saggezza Divina, che comandava amare il prossimo ed amare Dio –“Ascolta, Israele, amerai il tuo Dio con tutto il cuore, con tutta l’anima…-  per il comandamento umano, che comandava amare solo se stesso, senza preoccuparsi né degli altri né di Dio.
I farisei rappresentano il mistero dell’iniquità, cioè, la negazione volontaria del mistero di Dio Incarnato, Gesù Cristo. Dopo aver visto con i loro occhi i suoi miracoli, che testimoniavano la sua divinità, i farisei volontariamente rifiutano a Gesù come Dio nel tempo. Questo è il mistero di iniquità: rifiutare Cristo e la sua croce.
Perciò nostro Signore gli dice queste cose, che sono forte e dure, ma certe: perché preferiscono il loro spirito, invece dello Spirito di Dio.
Tutti noi possiamo diventare farisei se dimentichiamo la misericordia. Senza misericordia, la religione è solo falsità ed ipocrisia. Senza bontà, la religione è inganno e chiacchiera. Perciò il fariseismo è il cancro della religione. Uccide la religione.
Perciò le parole di Gesù, anche pronunciate 2000 anni fa, ai farisei, percorrono il tempo e ci raggiungono. Vengono dette a ciascuno di noi. E noi dobbiamo avere cura di non lasciare perdere le parole di Gesù. Dobbiamo fare come la Vergine Maria, che custodiva la Parola Divina nel suo cuore, e la metteva in pratica.
È molto facile cadere nella tentazione del fariseismo: crederci che facendo qualche rito esterno, già c’e l’abbiamo fatta. Crederci che perché facciamo qualche piccola preghiera senza nemmeno prestare attenzione, Dio c’ha degli obblighi verso di noi.
Credere che possiamo vivere senza carità, senza amore verso Dio e verso il prossimo, e lo stesso saremo ascoltati e perdonati da Dio.
Cristo vuole che noi siamo misericordiosi, come è Lui: “Siate misericordiosi, come sono Io”, perché è la misericordia, l’amore, ciò che conterà alla fine della vita: “Sarete giudicati nell’amore”, dice San Paolo.
Chiediamo alla Vergine di non cadere nella tentazione farisaica di vivere la nostra religione senza carità, e di crescere sempre di più nell’amore a Cristo Dio e al prossimo. 

lunes, 24 de diciembre de 2012

Offriamoli il nostro povero cuore, per accogliere il Bambino Gesù e lo facciamo per tutti quelli che lo rifiutano



(Natività - Mt 1, 18-24)
            La Parola di Dio ci parla oggi del mistero dell’Incarnazione del Verbo: “Maria… si trovò incinta per opera dello Spirito Santo”.
            Questo mistero è il principale della nostra fede. È il mistero che fa sì che la nostra Chiesa sia l’unica Chiesa vera tra tutte le Chiese. Perché è la Chiesa dove la Parola di Dio si incarna e si comunica agli uomini. I misteri della Chiesa scaturiscono dalla Trinità e si presentano a noi per darci a conoscere a Dio, ma, anche una volta conosciuti, rimangono inafferrabili.
            L’Incarnazione fa sì che la nostra Chiesa sia una Chiesa dei misteri: i misteri di Cristo, i misteri della sua vita, Passione, morte e risurrezione.
            L’Incarnazione è un mistero, ma questo non vuol dire “irragionevole”. Vuol dire “irraggiungibile”, ma, allo stesso tempo, ragionevole. Meglio ancora, sopraragionevole, sopranaturale. Non è contrario alla ragione umana dire: “Dio si è incarnato e si è fatto uomo senza lasciare di essere Dio”. È qualcosa che non è irragionevole, ma rimane sempre nel mistero, che è inesauribile, perché è il mistero di Dio. Il mistero della fede e come mai il Dio Onnipotente ed Eterno, ha voluto incarnarsi, vale a dire, essendo Dio, farsi Bambino, essendo Onnipotente, farsi debole, essendo Eterno, nascere nel tempo.
            L’Incarnazione è un opera della Trinità: è il Padre ad inviare il Figlio, nell’amore dello Spirito Santo. Ma è soltanto il Figlio ad assumere una natura umana, ad incarnarsi.
“…quel che è generato in Lei viene dallo Spirito Santo”: lo Spirito Santo ha un ruolo centrale nell’incarnazione: il Padre invia il Figlio nello Spirito d’Amore, verso gli uomini e verso il Figlio; il Figlio obbedisce nello Spirito d’Amore al Padre, e lo Spirito Santo, Spirito d’Amore, crea il corpo e l’anima umana di Gesù all’interno del grembo virginale e purissimo di Maria per amore al Padre, al Figlio e agli uomini.
L’Incarnazione dunque è un mistero d’Amore, dell’amore della Trinità verso gli uomini. Un amore che non siamo in grado di capire –e anche qualche volta non vogliamo capire- perché è l’Amore di un Dio verso la sua creatura, l’uomo, un amore divino, infinito, senza misura. Un amore eterno, come Dio: “Dio è amore”. E siccome Dio è eterno, così il suo amore per noi.
È questo amore di Dio, lo Spirito Santo, quel che porta ad attuare l’opera dell’Incarnazione. Ciò che si è generato in Maria Vergine è opera dello Spirito Santo: è stato generato in Maria Vergine la natura umana di Gesù, che si è unita immediatamente alla Persona divina del Verbo. Così Gesù è Dio –Seconda Persona della Trinità- e uomo allo stesso tempo. Vero Dio e vero Uomo, generato nell’eternità dalla stessa sostanza del Padre, nato nel tempo dalla Vergine Maria.
Questo è il mistero della fede cattolica: Gesù è il Verbo eterno di Dio che opera attraverso la sua natura umana.
Quale lo scopo di tutta questa opera della Trinità? Lo scopo è introdurre, alla creatura creata, nel grembo della Trinità, affinché questa creatura abbia, per tutta l’eternità, un rapporto personale d’amore con le Persone della Trinità.
Perciò la nostra religione, l’unica vera, è la religione dei misteri, i misteri dell’amore di Cristo Dio; i misteri di cui Dio Trino, che vuole avere la sua creatura con Lui per i secoli senza fine.
Prossimi a commemorare il Natalizio di Gesù, possiamo vedere con certa tristezza che, come diceva Santa Teresa di Gesù, “l’Amore non è amato”. Si preferisce, in uno brusco scambio, i maghi all’amore trinitario di Dio.
Oggi, tantissimi, hanno dimenticato Dio. Si può dire che Dio non c’entra niente con la vita quotidiana della stragrande maggioranza dei cittadini di tutti i paesi. È più attraente dedicarsi alla magia, confidare negli stregoni o, peggio ancora, pensare solo a lavorare e “sfruttare la vita”.
Al commemorare la sua venuta al mondo, che è la venuta di Lui, la luce, la verità, la pace, vediamo che c’è un immensa oscurità nei cuori degli uomini, lontani da Dio; non c’è verità, non c’è pace. C’è un immensa dimenticanza di Dio, che si è fatto Bambino per amore a noi. Per esempio, questo viene convalidato da statistiche fatte dal giornale “Leggo”, quel che viene distribuito nel metrò. Dice così nella sua edizione del lunedì 17 dicembre 2001[1]: “Altro che Babbo Natale. Cambiano i simboli della festa più amata ed attesa dagli italiani. E per i più piccoli questo anno il nuovo testimonial natalizio è Harry Potter, il maghetto che spopola in libreria, al cinema e in tv. Lo dichiarano sette bambini su dieci”.
Questa è l’immensa oscurità nella quale vive immerso il mondo di oggi: la oscurità di vivere lontani da Dio, che è luce.
Oggi come in Betlehem, c’è oscurità e freddo: il freddo dei cuori degli uomini senza Dio. Dio è l’amore, e se non c’è Dio nel cuore, c’è il freddo dell’egoismo, della violenza, dell’odio.
Oggi come in Betlehem, non c’è posto per il Bambino Dio: come non c’era posto negli alberghi per accogliere a Gesù che nasceva, così oggi non c’è posto nel cuore degli uomini, occupate da cose più importanti, come il lavoro, guadagnare i soldi, mangiare, festeggiare.
Oggi come in Betlehem, sono pochissimi coloro che si rendono conto che Gesù è nato a Betlehem, che Gesù Bambino è Dio e viene non soltanto a salvarci, ma a donarci il suo amore.
Oggi preferiscono Harry Potter, un film dove non si nomina Dio, dove l’odio ai nemici, le bugie, e l’apprezzo per la magia sono viste come cose buone e divertenti.
Ovviamente, voi e i bambini qui presenti preferiscono Gesù a Babbo Natale e a Harry Potter.
Facciamo del nostro cuore una grotta dove possa nascere il Dio Bambino.
Offriamoli il nostro povero cuore, per accoglierlo e lo facciamo per tutti quelli che lo rifiutano.


[1] Cfr. Daniela Cocchi, Leggo, Attualità, lunedì 17 dicembre 2001, 3.

viernes, 14 de diciembre de 2012

In questo Avvento, facciamo del nostro cuore una grotta dove possa nascere il Dio Bambino




(Mt 1, 18-24)
            La Parola di Dio ci parla oggi del mistero dell’Incarnazione del Verbo: “Maria… si trovò incinta per opera dello Spirito Santo”.
            Questo mistero è il principale della nostra fede. È il mistero che fa sì che la nostra Chiesa sia l’unica Chiesa vera tra tutte le Chiese. Perché è la Chiesa dove la Parola di Dio si incarna e si comunica agli uomini. I misteri della Chiesa scaturiscono dalla Trinità e si presentano a noi per darci a conoscere a Dio, ma, anche una volta conosciuti, rimangono inafferrabili.
            L’Incarnazione fa sì che la nostra Chiesa sia una Chiesa dei misteri: i misteri di Cristo, i misteri della sua vita, Passione, morte e risurrezione.
            L’Incarnazione è un mistero, ma questo non vuol dire “irragionevole”. Vuol dire “irraggiungibile”, ma, allo stesso tempo, ragionevole. Meglio ancora, sopraragionevole, sopranaturale. Non è contrario alla ragione umana dire: “Dio si è incarnato e si è fatto uomo senza lasciare di essere Dio”. È qualcosa che non è irragionevole, ma rimane sempre nel mistero, che è inesauribile, perché è il mistero di Dio. Il mistero della fede e come mai il Dio Onnipotente ed Eterno, ha voluto incarnarsi, vale a dire, essendo Dio, farsi Bambino, essendo Onnipotente, farsi debole, essendo Eterno, nascere nel tempo.
            L’Incarnazione è un opera della Trinità: è il Padre ad inviare il Figlio, nell’amore dello Spirito Santo. Ma è soltanto il Figlio ad assumere una natura umana, ad incarnarsi.
“…quel che è generato in Lei viene dallo Spirito Santo”: lo Spirito Santo ha un ruolo centrale nell’incarnazione: il Padre invia il Figlio nello Spirito d’Amore, verso gli uomini e verso il Figlio; il Figlio obbedisce nello Spirito d’Amore al Padre, e lo Spirito Santo, Spirito d’Amore, crea il corpo e l’anima umana di Gesù all’interno del grembo virginale e purissimo di Maria per amore al Padre, al Figlio e agli uomini.
L’Incarnazione dunque è un mistero d’Amore, dell’amore della Trinità verso gli uomini. Un amore che non siamo in grado di capire –e anche qualche volta non vogliamo capire- perché è l’Amore di un Dio verso la sua creatura, l’uomo, un amore divino, infinito, senza misura. Un amore eterno, come Dio: “Dio è amore”. E siccome Dio è eterno, così il suo amore per noi.
È questo amore di Dio, lo Spirito Santo, quel che porta ad attuare l’opera dell’Incarnazione. Ciò che si è generato in Maria Vergine è opera dello Spirito Santo: è stato generato in Maria Vergine la natura umana di Gesù, che si è unita immediatamente alla Persona divina del Verbo. Così Gesù è Dio –Seconda Persona della Trinità- e uomo allo stesso tempo. Vero Dio e vero Uomo, generato nell’eternità dalla stessa sostanza del Padre, nato nel tempo dalla Vergine Maria.
Questo è il mistero della fede cattolica: Gesù è il Verbo eterno di Dio che opera attraverso la sua natura umana.
Quale lo scopo di tutta questa opera della Trinità? Lo scopo è introdurre, alla creatura creata, nel grembo della Trinità, affinché questa creatura abbia, per tutta l’eternità, un rapporto personale d’amore con le Persone della Trinità.
Perciò la nostra religione, l’unica vera, è la religione dei misteri, i misteri dell’amore di Cristo Dio; i misteri di cui Dio Trino, che vuole avere la sua creatura con Lui per i secoli senza fine.
Prossimi a commemorare il Natalizio di Gesù, possiamo vedere con certa tristezza che, come diceva Santa Teresa di Gesù, “l’Amore non è amato”. Si preferisce, in uno brusco scambio, i maghi all’amore trinitario di Dio.
Oggi, tantissimi, hanno dimenticato Dio. Si può dire che Dio non c’entra niente con la vita quotidiana della stragrande maggioranza dei cittadini di tutti i paesi. È più attraente dedicarsi alla magia, confidare negli stregoni o, peggio ancora, pensare solo a lavorare e “sfruttare la vita”.
Al commemorare la sua venuta al mondo, che è la venuta di Lui, la luce, la verità, la pace, vediamo che c’è un immensa oscurità nei cuori degli uomini, lontani da Dio; non c’è verità, non c’è pace. C’è un immensa dimenticanza di Dio, che si è fatto Bambino per amore a noi. Per esempio, questo viene convalidato da statistiche fatte dal giornale “Leggo”, quel che viene distribuito nel metrò. Dice così nella sua edizione del lunedì 17 dicembre 2001[1]: “Altro che Babbo Natale. Cambiano i simboli della festa più amata ed attesa dagli italiani. E per i più piccoli questo anno il nuovo testimonial natalizio è Harry Potter, il maghetto che spopola in libreria, al cinema e in tv. Lo dichiarano sette bambini su dieci”.
Questa è l’immensa oscurità nella quale vive immerso il mondo di oggi: la oscurità di vivere lontani da Dio, che è luce.
Oggi come in Betlehem, c’è oscurità e freddo: il freddo dei cuori degli uomini senza Dio. Dio è l’amore, e se non c’è Dio nel cuore, c’è il freddo dell’egoismo, della violenza, dell’odio.
Oggi come in Betlehem, non c’è posto per il Bambino Dio: come non c’era posto negli alberghi per accogliere a Gesù che nasceva, così oggi non c’è posto nel cuore degli uomini, occupati da cose più importanti, come il lavoro, guadagnare i soldi, mangiare, festeggiare.
Oggi come in Betlehem, sono pochissimi coloro che si rendono conto che Gesù è nato a Betlehem, che Gesù Bambino è Dio e viene non soltanto a salvarci, ma a donarci il suo amore.
Oggi preferiscono Harry Potter, un film dove non si nomina Dio, dove l’odio ai nemici, le bugie, e l’apprezzo per la magia sono viste come cose buone e divertenti.
Ovviamente, voi e i bambini qui presenti preferiscono Gesù a Babbo Natale e a Harry Potter.
Facciamo del nostro cuore una grotta dove possa nascere il Dio Bambino.
Offriamoli il nostro povero cuore, per accoglierlo e lo facciamo per tutti quelli che lo rifiutano.



[1] Cfr. Daniela Cocchi, Leggo, Attualità, lunedì 17 dicembre 2001, 3.

jueves, 25 de octubre de 2012

Contemplare Cristo Eucaristia nella liturgia




“Gesù si ritirò a pregare” (Mc 1, 39-49). Come Sacerdote Sommo ed Eterno, Gesù prega al Padre per gli uomini.
L’attività di Gesù gira in torno al suo sacerdozio, nel quale e mediante il quale il Verbo Incarnato trasmette agli uomini la vita divina ed offre a Dio le lodi dell’umanità: da un lato il Verbo, mediante la sua umanità, comunica la sua grazia, il suo potere divino –tramite il quale caccia via i demoni e guarisce gli ammalati- e d’altro lato, ancora tramite la sua umanità santissima, unita intimamente al Verbo, trasmette a Dio il culto supremo dovuto dalla creatura[1].
            Da cattolici, abbiamo ricevuto una partecipazione al suo sacerdozio nel battesimo, perciò dobbiamo imitare il suo comportamento, in questo caso, pregare. Dobbiamo però essere molto attenti a non fare solo una mera imitazione esteriore e superficiale, giacché il fondamento della nostra imitazione di Cristo si trova nel carattere battesimale, il sigillo spirituale mediante il quale siamo stati fatti membra vive del suo Corpo Mistico[2]. In questa maniera, essendo incorporati al suo Corpo, riceviamo da Lui, che è il Capo, non solo la energia e la forza divina che ci fanno agire da membra, ma il fatto stesso di essere membra, parte reale del suo Corpo. Il fondamento della nostra imitazione di Cristo perciò è l’unione interiore, spirituale, organica, a Lui, ottenuta nel battesimo. Mediante il battesimo siamo stati fatti parte sua reale, ma questa unione, per diventare viva, richiede di essere vivificata dalla preghiera e dalla frequenza dei sacramenti, soprattutto la confessione e l’Eucaristia.
Siamo membra del suo Corpo, e siccome il Corpo agisce secondo il Capo, una membra del Corpo agisce dunque secondo il suo Capo. Se il Capo prega, deve anche pregare il Corpo, devono anche pregare le membra del Corpo, per ricevere il fiume di vita divina che dal suo Capo scaturisce.
            Per questo la preghiera del cattolico non è un metodo psicologico mediante il quale raggiungiamo l’astrazione interiore[3]. La preghiera da membra vive di Cristo è un dono di Dio, connesso intimamente al dono della fede. Dio ci fa il dono della fede in Cristo e anche il dono della preghiera che ci mette in contatto reale con Lui. La preghiera, che è ricerca di Dio, quando raggiunge la sua cima più alta, più profonda ed elevata, si trasforma in contemplazione, vale a dire, celebrazione intima e gioiosa per il fatto di aver trovato Dio[4].
            Come possiamo imitare il Cristo, nostro Capo, che prega? Dove contemplare Dio?
Ci sono tantissime forme di preghiere, tutte validissime, ma c’è una, principalissima, ed è la liturgia della Messa, perché mai come in questo sacrificio, Cristo Dio si fa Presente tra noi con tutta la sua maestà, il suo potere, il suo splendore ed il suo amore divino. Perciò la Messa mai deve essere vissuta dai membra del Corpo di Cristo come qualcosa che accade tutti i giorni, uno uguale all’altro. C’è sta la possibilità di viverla così, per la nostra debolezza umana, ma con l’aiuto dello Spirito Santo dobbiamo viverla come ciò che è: la nostra possibilità per contemplare Cristo Dio che si manifesta nell’Eucaristia.
La Messa è per noi il seno del Padre, Betlemme, il Calvario, la Risurrezione; è il luogo ed il momento della manifestazione, attraverso il sacramento dell’Eucaristia, del mistero pasquale di Gesù, è il momento dell’apparizione sua gloriosa, è il momento della nostra contemplazione ed adorazione di Lui, nascosto sotto ciò che sembra di essere un po’ di pane.




[1] Cfr. Matthias Josep Scheeben, Los misterios del cristianismo, Editorial Herder, Barcelona 1964, 618.
[2] Cfr. ibidem, Scheeben, Los misterios, 624.
[3] Cfr. Thomas Merton, Il Pane Vivo, Ediciones Garzanti, Roma 1958, 20.
[4] Cfr. Thomas Merton, Il Pane Vivo, Ediciones Garzanti, Roma 1958, 20.

sábado, 22 de septiembre de 2012

Maria-Chiesa ci dona il suo Figlio attraverso l'Eucaristia






            Secondo San Luigi Maria Grignon di Montfort, Maria è la via che più facilmente conduce verso il Cristo; secondo questo dottore della Chiesa, Maria è la via anche più facile attraverso la quale ci arrivano i misteri di Cristo.
          Attraverso Maria ci arrivano i misteri di Cristo e attraverso Cristo, ci arrivano le Persone della Trinità. Anche per questo, Maria è Ponte tra le Persone della Trinità e noi. Sin dal primo istante della sua Immacolata Concezione, Maria fu Portatrice della Santissima Trinità. Da sempre, le Persone divine del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, fecero della sua anima il loro Tempio sante; da sempre, Dio Uno e Trino rimasse nel suo grembo.
Arrivata l’Incarnazione, lo Spirito Santo, l’Amore di Dio, fece scendere il Verbo Eterno nel suo grembo, dove il Verbo del Padre ricevette da Maria la sua carne umana e verginale. Per questo Maria fu al Dimora Umana della Trinità, il Tempio Santo di Dio Uno e Trino, e anche, la Portatrice del Figlio di Dio, Gesù, l’Ostensorio Santo dell’Ostia Pura e Immacolata.
Con l’Incarnazione dell’Unigenito nel suo grembo verginale, Maria si fece la sua Veste, e Lui la sua Anima. Questo perché Maria è la Mediatrice tra noi e Cristo, come Cristo è il Mediatore tra noi e il Padre.
Perciò, chi viene a Maria, trova Cristo; chi si rivolge a Maria, riceve Cristo; chi prega con Maria, ascolta Cristo. Chi a Maria si appoggia, Lui tocca; chi viene a Maria e posa il suo capo sul suo seno materno, gli si assopisce ogni dolore, fiorisce ogni speranza e fluisce ogni grazia da Cristo Dio[1].
Maria, la nostra Madre celeste, ci attende ai piedi della croce per darci grazia, per darci il suo Figlio, la Grazia Increata.
Maria Donna Immacolata, ci offre il suo Figlio santo a tutti noi, figli del suo dolore. Ai santi, per dare la gioia, ai malvagi, per dare il pentimento che salva.
Maria-Chiesa ci da il suo Figlio attraverso i sacramenti, specialmente la confessione sacramentale e l’Eucaristia.



[1] Cfr. Maria Valtorta, L’Uomo-Dio, Tomo II, 30ss.